martedì 22 dicembre 2015

10.500 i risparmiatori acquirenti di obbligazioni subordinate emesse da Banca Marche, Banca Etruria,CariFerrara e CariChieti che avrebbero ancora i loro soldi se avessero tenuto il comportamento prudente dei nostri "barboni in affari". Questi come è noto si fidano solo del loro materasso di foglie di granturco, uno status-symbol, la cassaforte su cui poggiano le stanche membra e che ogni notte, man mano che si gonfia di altra carta moneta, procura loro sogni d'oro.
Uno dei tanti che si è fidato delle banche, delle promesse del Governo, della onestà di amici e parenti

sabato 19 dicembre 2015

Il Governo fa sapere 

La riforma del sistema bancario prevede per i risparmiatori la distribuzione di un materasso imbottito di foglie di granturco nei formati piccolo, medio e grande.

che mancando soldi per dare la pensione agli ultra 55enni rimasti senza lavoro e privi di reddito, in attesa della imminente ripresa economica, le istituzioni preposte distribuiranno un kit invernale minimo per barboni all'addiaccio: cappello da adattare alla propria testa con copri-orecchie di agnello sintetico, cappotto over size foderato di cartone, guanti di lana acrilica con tre dita, scarponi con suola di pneumatico, calzettoni con lana di vetro, gavetta e posate di plastica, bottiglia termica avvolta in carta d'alluminio. La fornitura del corredo "barboni all'addiaccio" è stato appaltato ad una Coop fondata alla bisonga e l'onere finanziario verrà coperto dalla tassazione al 50% dell'importo delle pensioni d'oro superiore al minimo pensionistico solo se consenzienti. I barboni per ritirare il kit dovranno presentarsi ai centri di ritiro muniti di valido documento di riconoscimento anche non proprio ed in fotocopia contraffatta con la foto del ministro dell'economia a cui sono stati aggiunti ,a pennarello nero, barba e baffi.

L'investimento del "materasso": dormire sul denaro contante assicura sogni d'oro.

In tempi di assenza o quasi di inflazione gli unici investimenti sicuri sono denaro contante, armi da fuoco, taniche di diesel in garage, forme di pecorino stagionato e vino di annata in cantina.  
Hanno salvato i propri soldi quei barboni tradizionalmente legati all'investimento del "materasso". Un barbone "in affari" non cerca una banca ma un materasso come se ne usavano ai tempi dei nonni, quello composto da una federa di robusto cotone e riempito con foglie secche, paglia e guaine e baccelli secchi delle pannocchie di mais, così si forma una "lettone" stragonfio di fogliame in mezzo al quale viene conservata frusciante carta moneta. Questa man mano che si accumula rende il materasso più soffice ed il sonno più piacevole. Infatti dormire sul denaro è la sensazione più ricercata da un barbone in affari. Il barbone, quindi, per mettersi in affari preliminarmente deve procurarsi almeno un pagliericcio.  Questo lo mette al sicuro dalle fregature che  migliaia di risparmiatori ricevono regolarmente da parte delle banche e delle società finanziarie come si apprende dagli organi di stampa e dai mezzi di informazione.
Barbone sprovvisto del principale strumento di investimento: il materasso
 

mercoledì 16 dicembre 2015

Rievocazioni fuori tempo sempre attuali......  



2010: il wikileaksputtanamento
I FORZIERI ZAMLAP DELLA NEVE ROSA
Il Carnevale è finito; nessuno ci ha avvertiti della Quaresima.
Nell’acqua calda di wikileaks vengono a galla le maschere,
sotto le maschere altre maschere , smascherati i mascherati da
mascherati, il vaso di pandora dell’information overloading, il
sovraccarico di informazione genera disinformazione, alla fine
scopriamo che non ce ne frega niente, di aver perso solo tempo e
che tutto è come prima, come dopo, come sempre, gira e rigira
mondo birbante chi se lo prende in c….è sempre il fante. Abbiamo
dato anche quest’anno il nostro contributo scientifico, gratuitamente.
Non diciamo molte cose ma molto La gente è accecata
dalla paura di non mantenere i livelli di consumo goduti, di non
conquistare quelli sperati per sé, per i propri figli, di non riuscire
a salire nella scala dei bisogni di Maslow e di ritrovarsi,
come Sisifo, a risalire dal primo gradino, con un macigno sulle
spalle: la miseria. La globalizzazione è delocalizzazione della
miseria, non più geograficamente confinata a Sud del mondo ma
intorno a noi, fuori l’uscio di casa, è nel nostro quartiere, nel
condominio, all’interno della nostra famiglia. La realtà si trasforma
più velocemente della capacità ordinaria di conoscere
gli avvenimenti, è la velocità dei tempi di guerra, la reazione politica,
soprattutto, quella sociale ed economica, non riesce a
contrastare i cavalieri dell’Apocalisse, sul lungo periodo saremo
tutti morti. E’ l’oggi a richiedere le soluzioni. Queste nella
nostra società hanno un solo nome: soldi, money. Il termine inglese
rende meglio la portata universale del problemasoluzione.
Il make money non può più basarsi sullo scambio
di beni e servizi, come è avvenuto dai tempi dei fenici ad oggi.
L’umanità deve trovare un modo nuovo di pensare l’economia,
liberarla dallo scambio. In Internet questo si sta già realizzando.
La rivoluzione risolutiva sarà economica anche se le decisioni
dovranno essere adottate dal potere politico e sostenute dalla
società. Il principio è individuare categorie di beni sottratti alla
primordiale regola dello scambio. Nel primo numero del 2010 ( Gennaio-
Febbraio n°XXXVII) di questa rivista davamo la SOLUZIONE ZAMLAPEOPLE
ai primi e più impellenti problemi politici, economici e sociali
del momento. Come al solito si è confermato il detto: Nemo propheta
in patria. Nessuno ci ha ascoltati.La situazione precipita. I sistema si
illude di poter controllare con la solita miscela delle tre effe: forca,
farina e feste aggiornata nelle tre “D” di difesa, denaro, disinformazione.
Non funziona. Scarseggia l’ingrediente fondamentale: il denaro.
Zamlap nel primo numero del 2010 forniva dieci proposte per
eliminare crisi economica, debito pubblico e disoccupazione. IN SINTESI:
Eliminare la moneta per eliminare il problema.OBIETTIVO  2011: PORTARE KOND FUORI DALL’INFERNO
I FORZIERI ZAMLAP DELLA NEVE ROSA: Pink Floyd, Wagner, Carmina Burana, Puccini, Rossini, Caruso, i Camaleonti, i Dik-Dik, Orietta Berti, Ray Charles, Elvis Presley, The Beatles, il Jazz, L’Angelo Azzurro, The Blue Brothers, Arancia Meccanica, Blade Runner,  Apocalypse Now, Ben Hur, Riso amaro, Il sorpasso, “Ieri, Oggi e domani”, La pantera rosa,  King Kong,  Mazinga,  I fratelli Max, Humphrey Bogart detto Bogie, James Bond 007, il Conte di Montecristo, il Barone di Munchausen, il Marchese del Grillo, il Marchese de Sade,  I Simpson, i marziani, Italo Balbo, Berlusconi, Marchionne,   Biancaneve e i sette nani, Gilda, Marilyn,  Moana, Cicciolina,  old cars, Picasso, Dalì, Disney, Duchamp, Bosh, Bruegel il Vecchio, Piero Manzoni, Pollock, Virgilio, Dante, Nostradamus,  Salgari, J.Joyce, Lacerba, G. A. Rol, i poeti maledetti, i dadaisti,  Marcuse, la mitragliatrice, la Walther PPK, la Bomba, le fortezze volanti, l’elicottero,lo yacht, la dinamite, il cemento armato, l’acciaio, la grafite, le stilografiche, la fotocopiatrice, la Lettera33, Word, McDonald, CocaCola, la pizza, la banana, la cucina ungherese, la cucina cinese da strada, caviar, champagne, sigari cubani, Pin-up girls, Harronds, Rolex, Tiffany, Buccellati, il dollaro, Oil, Gold, Wall Street, Hollywood, Las Vegas, la New York di Andy Wharol, Miami di Versace, Il Vittoriale degli italiani, Mexico e nuvole, Firenze dei Medici, Parigi occupata dai nazisti, Londra di Sherlock Holmes, l’isola di Wight, Napoli di Malaparte, California di Easy Rider, la Repubblica di Salò, l’Impero Romano,i Paradisi fiscali, Internet, la Filibusta,  la Padania, Palma di Zamlap, la  Luna.
Questa elencazione è solo una parte del “materiale” sedimentato nel nostro intelletto a cui si attinge per realizzare la serendipity, la scoperta inattesa, quella che si ottiene quando si cerca altro. Il metodo scientifico “zamlap” è  cercare qualcosa per trovarne un’altra, si basa sui miracoli. L’obiettivo “zamlap” è: provocare scientificamente miracoli. Il risultato è documentato nella  pubblicazione della omonima rivista bimestrale e nelle opere d’arte create nel corso di questi anni. Anche nel 2010 sono stati pubblicati i previsti sei numeri. E’ il nostro obiettivo minimo anche se non minimo. Questi sono stati distribuititi, come è tradizione, gratuitamente ad libitum, manualmente, per posta ordinaria e/o via e-mail, a quanti ne abbiano fatto espressa richiesta e ad alcuni che si occupano, istituzionalmente, di scienze umane, arte, politica, economia, ecc. Complessivamente poche copie. Gli scarsi mezzi non ci consentono una distribuzione ampia. Non siamo riusciti a coinvolgere mecenati o finanziatori, siano essi interessati o disinteressati. E’ la conseguenza della  nostra naturale ritrosia a chiedere, non tanto per orgoglio ma per sentirci totalmente liberi di “navigare in solitario”, per allontanare il pericolo di un pensiero condizionato, sia pure in maniera latente, da una astratta  gratitudine.  Probabilmente è un lusso di cui non potremo più continuare a godere. Citando il Divo della Prima Repubblica, anticipatore di battute “zamlap”: Il successo, il denaro, il potere, logora chi non ce l’ha. Anche se paradossalmente questo logorio è la nostra fonte di energia ed ispirazione intellettuale. Apparteniamo probabilmente a quegli artisti che il successo può uccidere. Siamo una pianta a cui giova il terreno arido, il vento sferzante, il clima ostile. Fra le nostre spine, in questi otto anni, sono cresciuti dei frutti. E’ giunto il momento di comunicare con “molti”, di togliere la lampada da sotto il tavolo. Sentiamo di dover dividere con “molti” l’avventura spirituale ed intellettuale di una esistenza all’insegna dello “zamlap”, l’approccio scientifico alla felicità per conquistare una mente lucida, acuta e, nello stesso tempo, serena, e, fare della propria esistenza una tranquilla, disincantata e distaccata, vita di successo, per l’eternità. Questo,oggi, vuol dire mettersi in rete. Non rifugiamo neppure l’idea di scendere in mezzo alla gente, di metterci in gioco anche fisicamente, attraverso il contatto diretto. Questo non significa credere di poter coinvolgere tutti. Neppure Gesù Cristo pensò mai di essere seguito da “tutti”. Nel canone della Messa il sangue di Cristo è sparso pro multis. “Molti”  è il nostro obiettivo per il 2011. Questo significa anche che per realizzare la nostra ricerca scientifica non possiamo più attingere esclusivamente alle nostre risorse personali. Come è noto lo Studio “Zamlap” non riceve sovvenzioni né pubbliche né private, non svolge attività di lucro, mette a disposizione gratuitamente le risultanze delle proprie ricerche. Difficoltà crescenti ci impongono di restare soli o continuare insieme a “molti”. Qualche eminente personalità istituzionale ci  ha gratificato di cordiali ringraziamenti. Nulla di più. Non basta. E’ venuto il momento di  aprire “i forzieri zamlap della neve rosa”. Allontanare e svincolarsi dall’abbraccio dei signor “Avreipotuto”, “Sarebbepotutoessere”, “Nonpiù”,”Troppo tardi”, “Addio”. Ieri hanno mangiato l’ultimo dei cannibali. Scrivere è combattere per affermare l’uomo nella sua totalità: portare Kond fuori dall’Inferno. Avere un’esistenza adeguata alle proprie potenzialità. L’Inferno è il mondo, gli altri, quanto ti impedisce di essere te stesso. Lo spirito può morire prima del corpo, questa è la vera morte. Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti. (Vangelo di Luca  9-59,60).  Evitare i “morti”, quanti vivono di solo pane, i riempitori di latrina .

I “miracoli”  ZAMLAP  2010
Ogni pubblicazione “Zamlap”, per quanto fin qui detto,  è semplicemente un miracolo. L’anno 2010 si è aperto con la pubblicazione in formato A4 del numero XXXVII ( Gennaio-Febbraio) dal titolo “Soluzione Zamlapeople” – Prime dieci proposte per eliminare crisi economica debito pubblico e disoccupazione. La principale di esse  mirava ad eliminare l’ipocrisia politica e l’ingiustizia sociale macroscopica di negare un salario sociale a quei disoccupati, orfani di padrini o padroni, non sono riusciti ad avere il posto pubblico garantito a vita, al riparo dalla concorrenza del cosiddetto mercato. Non si comprende, infatti, il motivo di corrispondere un regolare stipendio, ed, addirittura di assicurare una carriera, con tanto di progressione economica, soltanto a quel  50% di dipendenti pubblici “in più” che, è notorio, sono disoccupati di fatto, in quanto non producono alcuna ricchezza,  anzi, ne  consumano e rendono più oneroso e complicato il funzionamento della macchina amministrativa pubblica. Per riportare giustizia nel sistema, lo Stato dovrebbe farsi carico di tutti i disoccupati e non solo di quelli che “fingono” di lavorare in un pubblico ufficio. Verrebbe, quindi, a cadere il ruolo improprio della Pubblica amministrazione come ammortizzatore sociale ed in essa sarebbero reclutati solo quelli effettivamente capaci di svolgere le funzioni alla stessa assegnate. Questo consentirebbe un recupero di efficacia e di efficienza a beneficio dell’intero sistema e della collettività. Le risorse economiche in tal modo recuperate consentirebbero di dare a tutti i disoccupati, non solo a quelli imboscati nella P.A.,un salario sociale e di realizzare quella meritocrazia per cui gli incapaci potrebbero essere licenziati senza la remora di privarli del reddito necessario a vivere. Nelle restanti due pagine della rivista pubblicavamo l’inizio del Capitolo Settimo dell’Inferno di Kond – Parte Seconda: La sanzione del sonno. La stesura si è fermata per il sopravvenire di impegni professionali e familiari. Questi, il mondo, gli altri, hanno distolto tempo e risorse all’attività letteraria. Il numero XXXVIII di Marzo-Aprile 2010 (Formato A4) è stato dedicato interamente all’ Analisi del voto e del non-voto delle elezioni regionali del 28 e del 29 marzo 2010. E’ stato inviato al alcune alte cariche istituzionali ed abbiamo ricevuto ringraziamenti e apprezzamenti sia da parte del Presidente della Camera dei Deputati, l’on. G.Fini che del Presidente del Consiglio dei Ministri, l’on. S.Berlusconi. Anche il sindaco di Napoli ha espresso gradimento per l’invio della rivista. Il Presidente della Repubblica ci ha snobbato così come alcuni Governatori regionali. Ne ricaviamo l’impressione che questi ultimi appena eletti non sono interessati nell’immediato a capire le dinamiche elettorali così come il primo al riparo dal giudizio della cabina elettorale.  Nel numero XXXIX di Maggio-Giugno (Formato A4) dal titolo: Obama:”Grazie,Sergio” – 20 maggio 1970-20 maggio2010- Ignorato il quarantennale dello Statuto dei Lavoratori- E’ finita la trippa per gattiabbiamo trattato il tema del Sindacato e delle Organizzazioni sindacali in Italia il cui apparato burocratico costa al sistema-Paese un miliardo e 854milioni di euro all’anno come illustrato nel libro di Stefano Liviadotti “L’altra casta” ( Milano 2008).  Nel numero XXXX di Luglio-Agosto (Formato A4) dal titolo Romanitas/Christianitas Roma/Amor Radici Romane/Cristiane Lo Spirito del diritto romano Il Risorgimento :”Roma o morte!” abbiamo preso spunto dalla battuta sul SPQR dell’asterix padano per chiarire il significato religioso, filosofico, storico e politico del termine, ed, in particolare, che la civiltà occidentale è cristiana perché ha radici romane e resterà tale solo se e fino a quando conserverà queste radici, quelle di Roma, della società romana, organizzata secondo regole giuridiche poste dal diritto e applicate con giustizia, fondamento dell’ordine, presupposto indispensabile della pace. Nel numero XXXXI di Settembre-Ottobre (Formato A4) dal titolo Dalle ideologie alle mitologie abbiamo trattato il tema della manipolazione delle masse non più attraverso il coinvolgimento ideologico basato sulla tutela di interessi nazionalistici o di classe ma bensì con l’emozione orientata al consenso politico e la creazione di modelli “mitici” di comportamento e di consumo in maniera anche subliminale attraverso i mass-media: la tivù, il cinema, la musica, la letteratura, ecc… E’ il capitalismo cialtrone, il nichilismo, pragmatico, l’osceno al potere del popolo di Charlot senza coscienza di classe, della massa “kamikaze” senza “vero Dio”.  L’anno 2010 si conclude con questo numero, lo sputtanamento globale di wikileaks, le escort e compagnia bella.   

domenica 6 dicembre 2015

Scrivevamo nel 2008: IL CROLLO DEL CONSUMISMO
la retro-rivoluzione della MISERIA DI LUSSO
Libertà
senza soldi, uguaglianza senza diritti, fratellanza senza fratelli abbondanza del superfluo — mancanza del necessario



Il 2008 si chiude con una serie di crolli e tracolli finanziari diffusi dagli Stati Uniti d’America in tutto il mondo a seguito di truffe finanziarie di portata planetaria a danno, soprattutto, di Banche, Istituti di credito, società di gestione di grandi patrimoni, Fondi di investimento. Il principale autore di queste truffe sarebbe un certo Madoff, ex bagnino, promosso finanziere a Wall Street, il prodotto della democrazia dei mezzi senza fini. Madoff è, di sicuro, un burattino che è stato mosso con il metodo truffaldino di Ponzi, un bancarottiere italiano che, nel 1903, emigrò nell’America del Nord in cerca di fortuna e vi mise a frutto la sua geniale propensione per la truffa. Il sistema è semplice, sfrutta l’avidità umana e la stupidità dei ricchi. Si crea una “piramide” con il metodo della “catena di Sant’Antonio”. Occorre soltanto creare una “promessa” convincente. E’ lo stesso metodo che viene applicato in politica. In campo finanziario, prima o poi, la “piramide” truffaldina crolla mentre in politica è, quasi sempre, impossibile smascherare la truffa. Questa si consolida in regimi che possono durare secoli. Gli avvenimenti hanno dimostrato che i megadirigenti e i superconsulenti pagati con stipendi e parcelle di milioni di dollari ne capiscono di finanza quanto l’uomo della strada. La scienza che esce screditata dal 2008 è l’economia. La crisi economica seguita a quella finanziaria è comparsa senza che nessuno dei massimi economisti mondiali l’avesse prevista o annunciata. L’economia si conferma ancora una volta la chiacchiera scientifica dell’ovvio e i consulenti come quelle persone che per dirti l’ora ti chiedono in prestito l’orologio. Eppure bastava avere un po’ di senso di osservazione. Da tempo si viveva nella “miseria del lusso” , soprattutto negli Stati Uniti d’America. La gente aveva abbondanza del superfluo ma mancava del necessario. La miseria, infatti, non va confusa con la povertà. Questa è la mancanza del superfluo ma non del necessario. Al povero non manca nulla di quello che serve effettivamente. La miseria invece è quando manca soprattutto il necessario. Orbene nella nostra società è sempre più difficile procurarsi il necessario mentre il superfluo abbonda. C’è sovrabbondanza di attività ludiche ed effimere. I mass-media ridondano di inutili messaggi. I supermercati abbondano di merci assolutamente superflue. Tante estetiste, nessun arrotino.