LE BANCHE COME CASTELLI DI CARTA. Sempre più investitori in azioni ingrossano le fila dei barboni in affari. Chi ha tenuto i liquidi nel materasso ed investito in oro, è proprio il caso di dirlo, dorme sogni d'oro. I titoli bancari hanno subito il maggiore crollo borsistico. Perché? Le banche comprano e vendono denaro. Non possono stamparlo. Il funzionamento del "commercio" bancario segue le regole di qualsiasi attività commerciale: 1) compro a meno e vendo a più; 2) domanda ed offerta fanno il prezzo. Perché le banche perdono valore? Primo sono sempre di meno quelli che "vendono" i propri soldi alle banche. I tassi di interesse sono a "zero" e tenere i soldi in banca significa diventare "soci" della banca ma solo dal lato delle perdite. Si chiama "bail in". La Banca non trova chi è disposto a comprare soldi cioè a chiedere prestiti per fare investimenti. Il denaro costituisce un fattore della produzione, il c.d. capitale. Se la produzione è ferma i fattori di produzione ( lavoro,capitale e materie prime) sono, di conseguenza, fermi. La disoccupazione non è solo quella dei lavoratori ma anche quella dei capitali. Lo Stato a sua volta ha bisogno di soldi ma non può stamparli dal nulla come quando aveva la sovranità monetaria. L'unico modo con cui lo Stato può procacciarsi i soldi sono il "debito" e le "tasse" non può svolgere attività "imprenditoriale" cioè competere nel "mercato . Lo Stato italiano ha sfruttato al massimo questi due canali e a breve si troverà senza soldi sufficienti a mantenere un apparato che costa 850miliardi di euro all'anno. Prima dello Stato collasseranno le banche. E' ormai superato il discorso "fuori" o "dentro" l'euro. Nel mondo è in atto una guerra finanziaria per stabilire quale sarà la moneta unica mondiale: il dollaro o l'euro. Chi avrà il monopolio del "marchio della Bestia"? Senza il "marchio" non sarà possibile "commerciare". Questa guerra come ogni guerra farà vittime e avrà dei vincitori e dei vinti. L'Italia scivola sempre di più nella schiera di questi ultimi. La tassazione non più legata alla capacità contributiva ammazzerà la residua parte produttiva della nazione. Oggi sopravvive solo chi esporta, cioè è in grado di prendere soldi all'estero. In patria ce ne sono sempre meno, la c.d. domanda interna da sola è in grado di sostenere uno Stato che ha bisogno di 850miliardi di euro all'anno. A breve anche queste imprese finiranno e non ci sarà più trippa per gatti e i topi scapperanno dalla nave con l'assalto alle scialuppe di salvataggio.
Di fronte ad uno scenario del genere quelli che hanno soldi non li portano certo in banca. A portare i soldi in banca chi sarà? Il crollo delle azioni dei titoli bancari è una prima risposta.

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